In questo caso studio scoprirai come:
Social Media Strategist
Ti mostriamo come abbiamo ridotto l'investimento pubblicitario e allo stesso tempo migliorato la qualità della presenza sui social.
Come abbiamo lavorato
Abbiamo costruito un’architettura editoriale capace di parlare a pubblici diversi senza frammentare l’identità del brand. LinkedIn ha assunto una funzione corporate: rendere leggibili capacità produttiva, qualità, certificazioni, filiera, persone, eventi e cultura del lavoro. Facebook e Instagram hanno concentrato il racconto sul prodotto, sulla stagionalità e sulle occasioni di consumo.
La comunicazione è stata organizzata intorno a rubriche continue, ciascuna legata a un obiettivo preciso. Le ricorrenze sono diventate occasioni per raccontare scelte e responsabilità; i numeri aziendali hanno reso tangibili struttura e capacità; eventi e interviste hanno dato voce alle competenze; linee di prodotto e marchi consumer hanno costruito riconoscibilità.
Il nuovo linguaggio visivo ha collegato questi contenuti in un sistema coerente. La pagina ha così iniziato a funzionare come un racconto unitario dell’impresa, anziché come una successione di pubblicazioni isolate.
Nel B2B la reputazione cresce quando le affermazioni sono sostenute da elementi verificabili. Abbiamo quindi privilegiato contenuti su processi, controllo della filiera, competenze tecniche, standard qualitativi, capacità produttiva e presenza agli eventi di settore.
Questo approccio ha reso l’azienda più leggibile per chi valuta un fornitore, un partner o un datore di lavoro. Su LinkedIn, la comunicazione ha iniziato a rivolgersi con maggiore precisione a vendite ed export, qualità e ricerca, management, operations e buyer.
La gestione precedente aveva destinato 3.061€ a Meta nello stesso periodo di confronto. Nel primo semestre della nuova gestione, l’investimento complessivo su Meta e LinkedIn è stato di 1.132€: il 63% in meno.
Il budget è stato impiegato per amplificare contenuti e messaggi già coerenti con i rispettivi target. Questa scelta ha ridotto la dipendenza dalla copertura acquistata e ha lasciato all’organico il compito di validare temi, formati e risposta del pubblico.
Con una pressione paid molto più bassa, le visualizzazioni complessive sono diminuite. Era un effetto atteso. Per valutare il lavoro abbiamo quindi osservato anche la capacità dei contenuti di generare reazioni, visite, follower e pertinenza professionale.
Su LinkedIn, per esempio, le impression sono scese dell’84%, mentre le reazioni sono aumentate del 131%. I follower ottenuti ogni 1.000 visualizzazioni sono passati da 0,13 a 1. Il canale ha prodotto meno esposizione, ma una risposta molto più concentrata.
Il risultato strategico