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09/24/2026

8–12 minuti di lettura

Accessibilità e-commerce: cosa chiedere dopo le linee guida AgID

La verifica dell'accessibilità deve chiarire il perimetro applicabile e controllare se le persone possono davvero completare l'acquisto.

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Da quando è entrato in vigore l’European Accessibility Act, molte aziende con un negozio online ricevono proposte per “rendere il sito accessibile”. Alcune prevedono un’analisi approfondita e interventi sul codice. Altre si limitano all’installazione di un pulsante con un’icona, che apre un menu per ingrandire i testi o cambiare i colori. Entrambe promettono di mettere il sito in regola. Come capire quale proposta risponde davvero al problema?

La prima cosa da sapere è che la presenza di un pulsante dedicato non descrive, da sola, il lavoro svolto. Per valutare l’accessibilità di un negozio online bisogna chiedere quali ostacoli vengono verificati, su quali percorsi, e come verrà documentata la loro correzione.

L’11 marzo 2026 AgID ha comunicato la pubblicazione delle linee guida sull’accessibilità dei servizi previste dal recepimento italiano dell’European Accessibility Act. Tra i servizi interessati rientra il commercio elettronico rivolto ai consumatori. Il riferimento, quindi, non è soltanto l’aspetto grafico della homepage, ma la possibilità concreta di usare il servizio: trovare un prodotto, sceglierlo, acquistarlo e pagarlo. [1]

Per un’azienda che deve approvare un preventivo di adeguamento, questo cambia la domanda da porsi. Non “il sito è accessibile?”, ma: quali persone e quali percorsi verranno considerati? Quali problemi verranno corretti? E chi verificherà il risultato?

Non è solo una questione di obblighi

Prima di entrare negli aspetti normativi, vale la pena ricordare chi beneficia di un sito accessibile. Non solo le persone con disabilità visive, uditive, motorie o cognitive, ma anche:

  • le persone anziane, che spesso hanno difficoltà con testi piccoli, contrasti deboli o comandi troppo ravvicinati;
  • chi ha limitazioni temporanee, come un braccio ingessato o un problema agli occhi;
  • chi naviga in condizioni difficili: sotto il sole con lo smartphone, con una sola mano libera, in un luogo rumoroso senza audio;
  • chi semplicemente preferisce usare la tastiera o gli strumenti di ingrandimento.

In altre parole, un negozio più accessibile è spesso un negozio più semplice da usare per tutti. Molte delle correzioni che rendono il checkout utilizzabile con un lettore di schermo, come etichette chiare nei campi o messaggi di errore comprensibili, sono le stesse che riducono gli abbandoni per chiunque.

Chiarire a quali obblighi è soggetto il servizio

Le disposizioni del decreto legislativo 82/2022, che recepisce in Italia l’European Accessibility Act, hanno effetto dal 28 giugno 2025. Le linee guida del 2026 non introducono una nuova data generale da cui iniziare a occuparsene: gli obblighi, per chi vi rientra, sono già in vigore. [2]

L’ambito di applicazione, però, va valutato correttamente, caso per caso:

  • un servizio di e-commerce destinato a concludere contratti con i consumatori rientra nella definizione;
  • un sito esclusivamente informativo, senza vendita online, non diventa automaticamente un servizio di e-commerce;
  • per le microimprese che forniscono servizi è prevista un’esenzione, ferma restando la verifica di eventuali altri obblighi applicabili.

Non conviene quindi partire dall’idea che ogni sito abbia esattamente gli stessi adempimenti. Né, al contrario, dare per scontato che una piattaforma aperta prima del 2025 sia esente fino al 2030: le disposizioni transitorie riguardano situazioni specifiche, e vanno valutate nel caso concreto.

Prima di qualsiasi intervento tecnico, quindi, serve una conclusione documentata sul perimetro degli obblighi, con il supporto di un consulente legale quando necessario. E anche nel caso di un’esenzione, vale la pena ricordare che non rende inutile migliorare un percorso d’acquisto che alcune persone faticano a completare.

Le barriere più frequenti in un e-commerce

Per capire che cosa verrà analizzato, è utile conoscere i problemi che si incontrano più spesso nei negozi online:

BarrieraChi ne è ostacolatoEsempio
Contrasto insufficiente tra testo e sfondopersone ipovedenti, anziani, chi naviga in piena luceprezzi grigio chiaro su fondo bianco
Immagini senza descrizionechi usa un lettore di schermofoto del prodotto che mostra un dettaglio non descritto nel testo
Comandi non utilizzabili da tastierachi non può usare il mouseselettore di taglia che si apre solo al passaggio del mouse
Indicatore del focus invisibilechi naviga con la tastieraimpossibile capire quale elemento è selezionato
Campi del modulo senza etichettachi usa un lettore di schermocampo “CAP” indicato solo da un testo grigio che sparisce quando si scrive
Messaggi di errore poco chiaritutti, in particolare chi ha difficoltà cognitive“dati non validi”, senza indicare quale campo correggere
Verifiche anti-robot difficilipersone con disabilità visive o cognitivetest con immagini da riconoscere senza alternative
Testo che non si ingrandisce benepersone ipovedentipagina che si rompe o nasconde contenuti con lo zoom
Tempi limitatichi ha bisogno di più temposessione del carrello che scade senza preavviso
Video senza sottotitolipersone sorde o con difficoltà uditivevideo dimostrativo del prodotto con spiegazioni solo audio
Documenti non accessibilichi usa un lettore di schermoschede tecniche o istruzioni in PDF composti da sole immagini

Molti di questi problemi non si vedono guardando il sito nel modo abituale. Ed è proprio per questo che servono verifiche specifiche.

Verificare l’acquisto reale, non solo un punteggio

Immaginiamo un cliente che usa solo la tastiera per navigare. Riesce a selezionare una taglia, aggiungere il prodotto al carrello e proseguire fino al pagamento? Se sbaglia un campo, capisce dove e come correggerlo? E chi usa un lettore di schermo riceve informazioni comprensibili sulla variante selezionata e sul totale dell’ordine?

Sono esempi di compiti concreti che un’analisi seria dovrebbe includere. Molti strumenti automatici producono un punteggio di accessibilità, e sono utili per individuare una parte dei problemi. Ma non possono stabilire da soli se un sito è conforme: la valutazione richiede anche controlli fatti da persone, con competenze specifiche. [3]

Partire dai percorsi reali, invece che da un punteggio generico, ha un vantaggio importante: rende concreta la discussione con il fornitore. Una segnalazione come “il selettore della taglia non può essere usato senza mouse” identifica un ostacolo preciso, e un punto da ricontrollare dopo la correzione. Un punteggio di 72 su 100, invece, lascia poco chiaro che cosa sia stato effettivamente provato, e che cosa resti da fare.

Una verifica completa dovrebbe comprendere almeno questi compiti:

  • navigare dalla homepage a una categoria e a una scheda prodotto;
  • usare la ricerca interna;
  • selezionare le varianti di un prodotto, come taglia o colore;
  • aggiungere il prodotto al carrello e modificare le quantità;
  • compilare i dati per la spedizione, commettendo e correggendo un errore;
  • scegliere il metodo di spedizione e di pagamento;
  • completare il pagamento, compresi eventuali servizi esterni;
  • creare un account, accedere e recuperare la password;
  • contattare l’assistenza.

Il campione di pagine da analizzare deve comprendere quelle più rappresentative: un prodotto con varianti, i moduli, il checkout, il pagamento e gli eventuali servizi esterni integrati nel sito. Una correzione fatta sulla homepage non dimostra che il checkout funzioni nello stesso modo. E un sistema di pagamento esterno, per quanto fornito da un altro soggetto, fa comunque parte del percorso che il cliente deve poter completare.

Il pulsante dell’accessibilità non basta

Molte proposte si basano sull’installazione di un componente aggiuntivo, spesso chiamato “widget di accessibilità”: un’icona che apre un pannello con funzioni come ingrandire i testi, aumentare il contrasto o evidenziare i link. Può offrire alcune funzioni utili ad alcune persone, ma non va considerato un sostituto automatico del lavoro sul codice e sui contenuti del sito.

Un selettore di taglia che non funziona da tastiera continuerà a non funzionare, anche con il widget installato. Un’immagine senza descrizione resterà senza descrizione. E molte persone con disabilità usano già strumenti propri, come lettori di schermo o ingranditori, che il widget non può sostituire.

Il W3C, l’organizzazione che definisce gli standard del web, invita a dare priorità ai percorsi essenziali, verificare presto le soluzioni adottate e integrare poi l’accessibilità nella gestione quotidiana del sito. [4] È un approccio molto diverso dall’installazione di un singolo strumento.

Che cosa dovrebbe consegnare il fornitore

Un’offerta di adeguamento seria dovrebbe distinguere con chiarezza tre fasi: analisi, interventi e verifica finale. E al termine del lavoro dovrebbe consegnare documenti che permettano di ricostruire che cosa è stato fatto:

  • il perimetro dell’analisi: quali pagine, percorsi e funzioni sono stati esaminati, con quali metodi;
  • l’elenco delle barriere individuate, con una priorità e il riferimento ai criteri di accessibilità pertinenti;
  • le correzioni effettuate, per ciascuna barriera;
  • la verifica finale, che confermi quali problemi sono stati risolti;
  • i punti ancora aperti, con il motivo, per esempio una dipendenza da un servizio esterno;
  • indicazioni per la gestione futura, per non reintrodurre gli stessi problemi;
  • supporto per le informazioni sull’accessibilità del servizio che l’azienda è tenuta a rendere disponibili, quando previste.

L’accessibilità si mantiene nel tempo

Un sito non diventa accessibile una volta per tutte. Ogni aggiornamento, nuovo componente, cambio di tema o di sistema di pagamento può introdurre nuove barriere.

Nella gestione quotidiana, questo significa sapere chi approva un nuovo componente o una modifica al checkout. Se un aggiornamento introduce un nuovo selettore, un nuovo modulo o un nuovo servizio esterno, va verificato anche il suo utilizzo con la tastiera e con gli strumenti di assistenza. Non basta richiamare una verifica fatta mesi prima, su una versione diversa del sito.

Anche i contenuti hanno un ruolo importante. Istruzioni poco chiare, nuove immagini prive delle informazioni necessarie, schede tecniche caricate come PDF non accessibili: sono tutti modi in cui difficoltà già risolte possono ripresentarsi. Chi carica prodotti e contenuti ogni giorno dovrebbe conoscere le poche regole essenziali per non vanificare il lavoro fatto.

Le domande da fare al fornitore

Prima di approvare un preventivo di adeguamento, queste domande aiutano a capire che cosa si sta acquistando:

  • come verrà verificato se il nostro servizio rientra negli obblighi, e con quale supporto?
  • quali pagine e percorsi verranno analizzati?
  • oltre agli strumenti automatici, sono previsti controlli manuali, con tastiera e lettori di schermo?
  • le correzioni riguarderanno il codice e i contenuti, o solo l’installazione di un componente?
  • che cosa verrà consegnato alla fine del lavoro?
  • come verranno gestiti i servizi esterni, come il sistema di pagamento?
  • come manterremo l’accessibilità dopo gli aggiornamenti futuri?

Un negozio che tutti possono usare

L’accessibilità di un e-commerce non è un’etichetta da ottenere, ma un percorso d’acquisto che deve funzionare per tutte le persone che vogliono comprare. E, come per molti altri aspetti del negozio online, i problemi si risolvono davvero solo quando vengono individuati con precisione, corretti nel codice e nei contenuti, e mantenuti sotto controllo nel tempo.

Se hai un e-commerce e non sai se rientri negli obblighi dell’European Accessibility Act, se hai ricevuto proposte di adeguamento e non sai come confrontarle, o se vuoi rendere il tuo negozio più semplice da usare per tutti i clienti, possiamo aiutarti: coordinare, insieme ai tuoi consulenti, la verifica del perimetro degli obblighi, analizzare i percorsi d’acquisto reali, correggere le barriere nel codice e nei contenuti, documentare il lavoro svolto e impostare regole per mantenere l’accessibilità a ogni aggiornamento. Un lavoro che, oltre agli obblighi, migliora l’esperienza di tutti i tuoi clienti.

In sintesi

L’investimento in accessibilità va valutato attraverso i percorsi resi davvero utilizzabili e le evidenze prodotte, non attraverso l’installazione di un singolo strumento. Perimetro normativo, controllo tecnico e manutenzione devono lavorare insieme, senza promettere una conformità universale con un clic.

Confrontati con HUD per impostare una verifica del percorso e-commerce e coordinare gli interventi tecnici con gli adempimenti applicabili al servizio.

Quadro informativo verificato al 24 settembre 2026.

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